Ricevo e pubblico volentieri questo divertissiment di Di laraffaella.
Consigli e luoghi comuni per girare a Firenze.
Attenti alla metereologia.
I pedoni professionisti(PPR) sono attenti alla meteorologia. Se il percorso da fare fosse lungo, e fosse necessario portare con sé una borsa o un pacco pesanti, saranno sempre adeguatamente vestiti: il PPR non desidera essere scambiato per un pony express a cui si sia guastato il motorino.
Lui/lei non sono mai sudati o trasandati. Sono esperti nel portare il minimo indispensabile, ma il loro equipaggiamento è completo per l’occasione. Ciò necessita uno studio accurato del clima e delle stagioni, cosa oltremodo impegnativa (le stagioni non sono più quelle di una volta!).
Ma torniamo a noi.
La stagione peggiore non è l’inverno, come si potrebbe erroneamente ipotizzare. Il PPR sa che peggio di una estate assolata può essere solo un giorno di sole alla fine dell’inverno. Lui/ lei detestano essere colti da un improvviso rialzo della temperatura, ma non per questo sono impreparati a far fronte all’evento. Il PPR si veste a cipolla e conosce perfettamente l’inclinazione del sole sia durante le ore del giorno che nel corso delle stagioni. Ciò permette ai PPR di scegliere il lato ombreggiato della strada con una buona approssimazione. Qualche anno fa era possibile ricevere anche il conforto di un albero, ma i lavori della tranvia hanno costretto i PPR ad aggiornare i loro percorsi.
Piove.
Sono in molti a lamentare lo stato delle strade di Firenze. Le buche in particolare hanno la fastidiosa tendenza a riempirsi d’acqua quando piove, trasformandosi in pozzanghere dalla profondità imprecisata. Il PPR non ci casca mai. Per esperienza sa l’ubicazione delle peggiori fosse delle Marianne della città, come dei delta di alcune strade. I delta sono quei laghi che si aprono improvvisamente alla fine di un marciapiede. E’ costume degli automobilisti entrare in modo disinvolto nei delta, soprattutto quando il pedone non professionista è lì fermo a cercare una via di salvezza.
Il PPR evita i delta attraversando la strada prima che il problema si ponga: ciò significa allungare il proprio percorso ma anche incoraggiare il risparmio: pensate ai soldi della lavanderia, al possibile raffreddore, al fatto di presentarvi all’appuntamento con l’aspetto di un gatto bagnato, agli accidenti con cui inveire contro l’automobilista.
La dialettica dell’ombrello.
I marciapiedi sono di solito abbastanza stretti, se siamo fortunati. Quando non lo siamo, il nostro largo marciapiede sarà ingombro di ogni possibile oggetto semovente: auto, moto bici, passeggini, cassonetti e via. Incrociare un altro pedone quando piove può trasformarsi in una sfida all’OK Corral. Ma le regole sono alquanto diverse: primo, non vince quello alto con l’ombrello gigante, ma quello piccoletto con l’ombrello grondante. Mentre i due cercando di superarsi, quello grande solleva l’ombrello e si mette in tralice, quello piccolo piega l’ombrello verso il suo antagonista, apparentemente per facilitare il passaggio, in realtà riversandogli addosso un condensato di Giove pluvio.
Secondo, l’etica del duello non esiste: vince quello che abbassa l’ombrello e non guarda in faccia nessuno, anche senza prendere la mira ne centra uno dopo l’altro.
Amore per i cani
Il PPR ama i cani ma ha qualche perplessità sui loro padroni. Anche i migliori di loro, quelli che viaggiano armati di sacchetti e che li usano, quando piove entrano in trance: stanno a guardare ipnotizzati il loro cane mentre la fa sul marciapiede poi, forse pensando che sia in corso un lavaggio delle strade garantito da Quadrifoglio, tira dritto e lascia la cacca a sciogliersi in una poltiglia inqualificabile sotto la pioggia. Il PPR schiva tali produzioni in quanto per esperienza sa che non esiste al mondo niente di più scivoloso di una cacca di cane bagnata. Possiamo dire anzi che il PPR abbia sviluppato un certo senso accessorio che gli permette si superare ogni tipo di ostacolo costituito da deiezioni canine, coni gelato e merendine biascicate, che hanno soppiantato la vecchia buccia di banana.
