Lavoro a Firenze da quasi 3 anni: quasi 2 anni da pendolare e da quasi un anno ci vivo. Città grande ma non troppo, caotica ma non troppo, estesa ma non troppo. Bella, questo si. Bellissima. Ha un piano viabilità non del tutto chiaro, soprattutto a chi non la conosce. Tanti cantieri, troppi cantieri a Firenze. Troppi ostacoli lungo il percorso, pericolosi per tutti. Troppi percorsi invertiti e troppo in fretta. Roba che anche il navigatore ad un certo punto –come direbbe un comico che conosco- dice :”Fermati e chiedi a qualcuno, perché proprio non lo so “.
E poi tante risorse interessanti: eventi per tutti i gusti, luoghi magici, scorci indimenticabili. Me lo ha insegnato la scorsa notte bianca in Oltrarno e qualcuno che con pazienza mi ha spiegato ora una strada ora l’altra. Ora un monumento, ora un luogo, ora un’usanza, una tradizione, un modo di dire, che poi sono le cose che voglio conoscere di più in assoluto.
Firenze ha anche i fiorentini. Non li ho ancora del tutto compresi. Non capisco a volte questo loro atteggiamento, distaccato e severo verso chi non è del posto. Questa loro diffidenza iniziale o parziale. Questo loro aprirsi ma non troppo, mai del tutto, solo in parte. Non so bene di cosa si tratta, so di sicuro che non mi appartiene e dunque mi lascia un po’ perplessa. Fossero un po’ più aperti sarebbero perfetti: ma la perfezione si sa non è di questo mondo e forse occorre ancora un po’ di tempo per conoscersi reciprocamente. E venirsi incontro a metà strada. E’ il mio augurio per il mio futuro in questa città. Per sicurezza però, la valigia la lascio lì, a portata di mano.






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