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Carta dei musei: Firenze a settembre conviene

Da settembre visitare Firenze sarà ancora più piacevole. Meno code, meno spese, più libertà di movimento. Una sola card per poter entrare nei musei (circa 33) passando per una via privilegiata, usufruire dei mezzi pubblici e visitare la città.

Sul modello di altre città europee e italiane, anche Firenze si dota finalmente di una card per i musei: 72 ore (3 giorni) per poter entrare tranquillamente nei principali musei fiorentini saltando le code kilometriche e prendere i mezzi pubblici senza dover perdere la testa per scoprire quale fra le varie agevolazioni sia la migliore. Ho utilizzato una formula simile per visitare Torino e sinceramente ho trovato il tutto molto comodo.

Anche dal punto di vista economico la card dei musei è molto interessante: facendo un rapido conto, già visitando Uffizi, Accademia, Boboli- Palazzo Pitti (più un altro museo a scelta) la convenienza si fa tangibile. La card potrebbe anche modificare alcune dinamiche del turismo a Firenze: se fino ad adesso la tendenza media è quella di pernottare un paio di notti, adesso, con questa piccola ma interessante agevolazione, la permanenza potrebbe aumentare. Anche perchè- sarò abbastanza schietto- visitare Firenze in due giorni significa guardare a destra, guardare a sinistra, scattare due foto cartolina e poco più. Sarà campanilista, ma ritengo che Firenze abbia di più da offrire: c’è un modo di musei cosidetti minori (non meno belli o interessanti, ma solo meno noti) e itinerari cittadini affascinanti. Riassumendo:

  • Dove acquistare la card dei musei a Firenze? Potete acquistarla presso i musei, gli alberghi ma anche nei negozi e su internet (ma ancora non ho trovato il link preciso: probabilmente sarà possibile trovarla sul web quest’estate). Costo 50 euro, validità 72 ore, è utilizzabile anche con i mezzi pubblici tramvia compresa.
  • Quali musei è possibile vedere con la card? Per citarne alcuni: Uffizi, Palazzo Vecchio, Accademia, Cappelle Medicee, Boboli, i musei di Palazzo Pitti, Opificio, L’archeologico, Palazzo Medici Riccardi, ma anche le raccolte Stibbert, Horne, Bardini, la Cappella Brancacci, il Museo Galileo e Alinari.

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