Sicurezza

Scontri tra studenti e polizia

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Aprire il giornale, leggere che ci sono stati scontri tra studenti e polizia, apprendere che un ragazzo di 15 anni è finito in ospedale e un agente è contuso (nulla di eccessivamente grave in entrambi i casi, per fortuna, ma piacere non fa di certo), richiudere il giornale  e domandarsi: e ora cosa devo pensare?

I fatti (almeno quelli che si possono ricavare dai media): “Tutto è nato da una manifestazio­ne non autorizzata: un presidio di studenti, tra i 15 e i 18 anni, si è rac­colto davanti al liceo classico Miche­langiolo. Il motivo: il preside della scuola ha revocato il permesso alla Rete dei collettivi di riunirsi ogni lu­nedì nell’aula autogestita.” Il motivo della revoca: “È per la storia del gazebo di Galli — spiega Giacomo — è stato attaccato il 25 aprile mentre sfilava un corteo” [Corriere Fiorentino]. Fin qui i motivi del corteo non autorizzato.

Poi gli scontri: “Secondo la ricostruzione della questura, le cariche sarebbero scattate perché alcuni ragazzi avrebbero aggredito un poliziotto in borghese. L’agente riprendeva con una telecamera la manifestazione indetta dalla Rete dei collettivi anche per protestare contro la mancata concessione di un’aula del liceo Michelangiolo per una loro iniziativa.” [La Repubblica] Gli studenti negano, i testimoni parlano di 5/6 cariche della polizia.

Il 16 maggio viene fatta un’altra manifestazione. Partecipano studenti, genitori, centri sociali. Non mancano slogan e spray. Tutto finisce bene (nel senso: nessuno scontro). C’erano anche i bastoni. Ma sono rimasti a cuccia, come doveva essere. Seguono commenti a pioggia sull’accaduto.

(continua…)

Intolleranza e idiozia

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Qualche giorno fa una ragazza, dal nome e dalla cultura italiani (ma che differenza fa?), viene presa a insulti e sputi, rea di essere nata in Cina. Pochi giorni dopo le auto di due trans vengono prese a sprangate, e loro insultati e minacciati,  rei di non si sa cosa.

Non tiriamo fuori la solita storia della noia giovanile o la violenza dei giochi delle playstation, per favore.  A tutti è capitato di annoiarsi, o di giocare ai videogiochi. Non per questo poi ci siamo trasformati in perfetti idioti.

Ronde: Sicurezza low cost

Mentre si discute se chiamarle ronde,  gruppi di volontari o Federazione Autonoma Volontari Eleganti, il decreto “antistrupri”, figlio anche di una mancata copertura finaziaria e  nato sul clamore dei recenti fatti di cronaca, riceve  i primi commenti e reazioni a Firenze.

  • Ronde, prime bocciature | Firenze la Repubblica.it – «Una puttanata», sbotta col suo linguaggio colorito l´assessore-sceriffo Graziano Cioni.
  • Decreto anti-stupri, Agostini (Pd) – “No alle ronde di ex forze dell’ordine, si alla costituzione di Firenze parte civile contro i violentatori”
  • RONDE A FIRENZE SENTINELLE CONTRO DEGRADO – Agenzia di stampa Asca – il Comune di Firenze ha sperimentato le ‘sentinelle’: in pratica circa 600 persone, soprattutto anziani, per segnalare marcipiedi dissestati, buche, lampioni non funzionanti, carcasse di biciclette e motorini abbandonati per strada.

Anche se nelle ultime settimane siamo abituati a saltare sulla sedia ogni qual volta si vede un tg o si legge un giornale (prima la storia di Englaro, poi la ridondanza informativa sullo stupro di Roma , per tacer del resto), e vediamo i decreti legge usati come clave, a sgomentare sul serio sono altre cose: il rumore sordo di un clima diffuso. Intollerante, rozzo e triviale. Anche a Firenze, purtroppo.

Vivere a Firenze: la questione della (in)sicurezza

Sicurezza a Firenze

Mentre ascolto la diretta delle dimissioni di Veltroni, faccio il mio consueto giretto nell’aggregatore. Tra le varie notizie, ne spiccano due che riguardano la sicurezza a Firenze.

La prima riguarda le strade: auto che vanno troppo veloci, semafori non rispettati e le immancabili buche (sembra che a Firenze non si riesca a parlare d’altro). Alcuni dati sfiorano il ridicolo: ” il 47% considera pericolose le strisce utilizzate come parcheggio.”

La seconda riguarda, invece, la sicurezza a tutto tondo: i sindacati delle forze di polizia- e in particolare quello di Firenze- lancia l’allarme: siamo pochi, siamo sempre meno, e le risorse a nostra disposizione non bastano per gli impegni richiesti.

Diamoci una calmata. Ci sono una marea di città che farebbero volentieri a cambio, dove gli scippi non finiscono in prima pagina perchè troppi, dove a far paura non sono le strisce dei parcheggi ma le scie di sangue.

Se proprio si vuole parlare di sicurezza, a Firenze in Toscana, è quella sul lavoro.