Elisabetta (che ringrazio) mi ha suggerito questo post scritto da Luca Sofri sul proprio blog, che riprende e commenta un articolo dal titolo “Palagiustizia, lo spreco infinito – Pronto ma vuoto, costa un milione l’anno” apparso qualche giorno fa su La Repubblica. Il titolo del quotidiano direi che si commenta da solo – anche se comunque merita una lettura, per comprendere meglio la situazione.
Merita una lettura anche la chiosa di Sofri, un colpo di fioretto come nel suo stile, che ricorda un suo esame come studente di Architettura a Firenze e come tra i progetti ufficiali ci fosse anche quello del nuovo tribunale fiorentino. “Sono passati vent’anni, e siamo tutti invecchiati assai.”
Dell’articolo de’ La Repubblica mi ha colpito un passaggio: “la struttura è alta e dispersiva, riscaldarla quando ci saranno dentro più di mille dipendenti e centinaia di utenti sarà un´impresa”. Non posso sapere con esattezza se ciò corrisponde a verità o se è una ipotesi azzardata del giornalista, ma se così fosse allora l’edificio sarebbe sorpassato da un punto di vista delle necessità, in un momento storico in cui l’ottimizzazione energetica è una priorità non solo economica. I progetti ci dovrebbero proiettare nel futuro, senza farci smarrire del tutto alcuni legami con il passato e rispondere a problematiche del presente. Se non lo fanno, non sono progetti. Sono fallimenti.