Il consumo responsabile, il progetto Ricomincio da me, percorsi per il cambiamento degli stili di vita e le iniziative della Regione Toscana per far risparmiare le famiglie e ridurre l’inquinamento.
La mia fidanzata è attenta all’ambiente. Molto attenta. Non uccide i ragni: gli accompagna fuori casa. Gentilmente. Riutilizza praticamente tutto: i fondi del caffè per concimare, l’olio usato per integrarlo con il carburante (funziona davvero). La raccolta differenziata? Ovvio. “Fai meno spazzatura possibile” cominciando dal momento in cui fai la spesa: “evita i prodotti con confezioni inutili”. Il sapone se lo fa da sola. Idem lo yogurt. A volte anche il pane. Avete capito bene: si fa un mazzo così. Lei minimizza: basta organizzarsi. Ed essendo pigra almeno quanto me, forse c’è da credergli.
Si tratta di rispettare l’ambiente- certo. Ma anche di non buttare i soldi. Di una confezione di prezzemolo, ad esempio, il 70% del suo prezzo sono per il packaging. Che verrà buttato. Che richiederà altri soldi per essere smaltito. Che forse inquinerà anche. Più che di rispetto dell’ambiente, si dovrebbe parlare di rispetto della razionalità.
Per tutti coloro che invece erano a digiuno di tutti questi meccanismi mercantili che danneggiano le tasche e l’ambiente, il Comune di Firenze aveva promosso, insieme ad una lista infinita di partner, il progetto Ricomincio da me. Aiutare i cittadini a prendere consapevolezza che ci sono altri stili di vita, oltre a quello del consuma, getta e inquina (e paga, caro il mio zuzzurellone).
Un progetto dalla durata di sei mesi di incontri, laboratori, seminari con esperti, visite guidate. Totalmente gratuita l’iscrizione. Prima che ci facciate la bocca o scomodiate vicini e parenti per informarli che avete trovato qualcosa di figo da fare, vi devo dare un brutta notizia. E’ già finito.
Già. Ed ha avuto un successo immane. Hanno partecipato 728 famiglie. Molte di più di quelle previste. Se si tiene conto che non è stato pubblicizzato nemmeno tanto, è una bella cifra. Segnale inequivocabile che l’interesse per queste cose c’è. E forte, diffuso. Chi sa già qualcosa, vuole saperne di più. E chi non ne sa niente, ha deciso che è ora di informarsi.
Risparmiare l’energia elettrica, differenziare i rifiuti, a muoversi in città in maniera sostenibile e a fare il compost, autoprodurre il detersivo, conoscere il cibo biologico e boicottare le imprese non etiche, comprendere che l’acqua di cannella è più controllata, costa meno e a volte pure più buona di quella in bottiglia, solo che non inquina (se poi tornasse ad essere totalmente pubblica io sarei anche più contento). Questi sono solo alcuni dei temi trattati. Che hanno fatto il pieno di adesioni. Ai fiorentini non interessano solo gli aperitivi, i nani e le ballerine. Evidentemente.
Bello, bellissimo. Ma Ricomincio da me verrà rifatto? Chissà. Dipenderà dalla prossima amministrazione. Anche solo per astuzia politica, il nuovo sindaco dovrebbe tener conto di questo diffuso interesse per questi temi.
La Regione Toscana tutela in tre mosse i cittadini.
Primo: la diffusione della vendita alla spina di latte, detersivi, acqua e pannolini, che difende le tasche dei cittadini, facendoli risparmiare, e protegge l´ambiente, liberandolo dagli imballaggi.
Secondo: lo stimolo, il sostegno e supporto alla nascita dei Gas, quei gruppi di acquisto solidale proliferati spontaneamente per iniziativa dei cittadini, i quali si mettono assieme, scelgono i produttori dai quali rifornirsi all´ingrosso, si garantiscono qualità alimentare ed economie di scala.
Terzo: l´estensione, più che raddoppiandola, della rete di consulenza Prontoconsumatori, curate dalla dodici associazioni di consumatori presenti in Toscana, portando il numero degli sportelli da 91 a 200.
Un cordiale consumo responsabile a tutti.