Ultime, imperdibili repliche della nuova versione di Passeggiando nella notte di San Salvi, viaggio-affabulazione nell’ex-città manicomio di e con Claudio Ascoli, spettacolo che nella precedente edizione collezionò oltre 400 rappresentazioni. L’evento, arricchito di nuovi divertenti e surreali documenti, ha un numero limitato di partecipanti.
Penso di averlo scritto almeno cento volte, su blog diversi. Conoscere San Salvi è quasi un dovere, per chi vuole conoscere gli aspetti meno noti di Firenze. Oggi lo vedete come un luogo in piccolissima parte recuperato grazie ai Chille della Balanza, con persone in gamba che cercano di fare cose interessanti- e spesso ci riescono, con una certa facilità. Ma San Salvi non è sempre stato così. L’inferno aveva colori più rassicuranti.
San Salvi era un manicomio. Un enorme manicomio. Un manicomio orribile- come tutti i manicomi del secolo precedente – reso ancor più angusto psicologicamente proprio dalle sue dimensioni abnormi. Una città nella città. Che raccoglieva ciò che la città non voleva più vedere. Ciò che era scomodo. Ciò che non si voleva e poteva gestire. C’erano anche i malati di mente, certo. Ma prima di esser tali erano persone. Ma la personalità, confusa, violenta o traumatizzata che fosse, rimaneva all’esterno. O meglio: era semplicemente negata. Ciò che poteva entrare era solo un corpo in movimento, e come tale veniva trattato. E la cura- santo cielo: la cura! – poteva essere talmente crudele da essere difficilmente riconosciuta come tale.
Questa breve descrizione non dice molto. Volutamente non dice molto. Allude. Allude alla possibilità che stasera o domani, alle 21,30, andiate a San Salvi per seguire Ascoli che vi racconterà e vi farà vedere i luoghi. Vi farà ridere. Che le storie, anche se vere, sono surreali. Non solo: fra un sorriso e un altro, intuirete anche quanto terribile potesse essere la cura. Quanto inumana potesse essere la medicina psichiatrica. Quanto il buon senso potesse soffrire di fronte alle porte di un manicomio. Per via della sua follia strutturata e fatta metodo.
Non ci sono molte pubblicazioni in merito. E se le trovate, è probabile che le troviate edulcorate. In ogni caso, nessun libro potrà sostituire la visione diretta di quei posti. Merita. Ci sono già stato, e ci ritorno. Per la terza volta. Perchè so che Ascoli non si ripete mai, e aggiorna il suo spettacolo, lo mantiene vivo. Così come tiene vivo il ricordo di questo posto. Che è la cosa più importante.
Un viaggio all’interno di San Salvi, per capire cosa fosse, cos’è e cosa potrebbe diventare. Una parte della città a lungo negata che vive la tensione perenne dell’essere accantonata e lasciata all’oblio. Come i suoi pazienti. Che non è mai una cura, nemmeno per una città.
C’era una volta…passeggiando nella notte di San Salvi:
- Costo 5 euro
- inizio: 21, 30
- prenotazione obbligatoria (posti limitati): Informazioni e prenotazioni allo 055-6236195 o e-mail chille_@libero.it.