Vivere a Firenze: cercare casa. Mi sento figlia di Indiana Jones e Lara Croft (credo che il risultato eventualmente non sarebbe affatto male, peccato che nella mia vita reale io non c’entro nulla né con il buon Harrison Ford né con la bella Angelina Jolie), alla ricerca dell’annuncio perduto.
Vago smarrita per questa bella città ma armata fino ai denti tra annunci trovati a caso, consigli di colleghi che parlano con la voce dell’esperienza (o della fregatura?), agenzie. Dio no, le agenzie immobiliari. Pensavo fossero per me un ricordo lontano, un incubo nei meandri del mio passato, invece no.
Un’agenzia immobiliare è per sempre. Il solo pensiero di dovermi di nuovo rapportare con sua maestà l’Agente immobiliare mi tormenta forse di più del mio cercare casa a Firenze. L’agente immobiliare sale di diritto nella top ten degli uomini convenienti a questo punto. Cioè degli uomini che una si sceglie perché hanno una qualche caratteristica che –diciamo- può tornare utile. Fino ad oggi nella mia classifica personale c’erano il dentista e il pizzaiolo, causa denti tutti da curare o già curati e passione sfrenata per la pizza. Da oggi c’è anche l’agente immobiliare.
Se è un uomo, ovviamente.
