Turismo in Toscana: lo spot voglio vivere così



 

Probabilmente l’avete visto in tv: da qualche giorni, infatti, imperversa questo nuovo spot per il rilancio del turismo in Toscana. Onirico, lontano da tanti luoghi comuni e dai luoghi noti. Che ne pensate voi? Commenti in rete. Ce ne sono diversi in rete. Prendiamo ad esempio ioamofirenze: i commentatori l’hanno fatto a pezzi, i commentatori l’hanno [...]



Probabilmente l’avete visto in tv: da qualche giorni, infatti, imperversa questo nuovo spot per il rilancio del turismo in Toscana. Onirico, lontano da tanti luoghi comuni e dai luoghi noti. Che ne pensate voi?

Commenti in rete. Ce ne sono diversi in rete. Prendiamo ad esempio ioamofirenze: i commentatori l’hanno fatto a pezzi, i commentatori l’hanno osannato. Alla fine mi sembra ci sia un sostanziale pareggio.

Più precisi e articolati sono i critici. La considerazione più diffusa è che dallo spot non si capisce che parla della Toscana, se non alla fine. I più sottili vanno oltre: ma a chi è diretto questo spot? Non a chi viene in Toscana per le sue bellezze più note- che non compaiono. Nè, forse, per chi vorrebbe conoscere gli aspetti meno noti- soffocati dall’aura magica un po’ troppo autoreferenziale.

Le varie reazioni nel web non passano inosservate (e come potevano?): nella discussione interviene anche Marco Lalli, che fa parte del tavolo di lavoro che coordina e gestisce l’intera campagna:

Primo: lo spot non è la campagna. […] Secondo: tutta la strategia (spot compreso) ruota attorno al web e ai social media.

Cosa significa? A chi è diretto, quindi, lo spot? In una risposta abbastanza articolata, Lalli spiega:

Il target a cui la campagna si rivolge è un nuovo tipo di turista: “viaggiatore”, giovane, colto, esigente, attento ad un’offerta turistica più di nicchia e meno canonica, Turista2.0: fruitore di internet e dei social network piuttosto che delle agenzie di viaggio “tradizionali”

…ovvero quello che guarda tripadvisor, legge i blog, usa il booking on line. Che non si fa imboccare. E che da un sito web si aspetta molto.

Lo spot è carino. Forse il binomio viaggio/sogno non è poi così originale, va bene. Forse per intercettare quel genere di viaggiatore la tv non era necessaria, ok. Ma il punto non è lo spot.

Il punto è il sito. turismo.intoscana.it è incompleto: lo si può constatare facendoci un giretto. Per ora non offre niente di più di altri portali sul turismo in Toscana. Anzi, semmai meno.  Ammette infatti  Lalli:

Per quanto riguarda il sito (turismo.intoscana.it) sappiate solo che siamo consapevoli di tutte le criticità che avete elencato (…..ma avevate visto il vecchio sito?) e che ci stiamo lavorando. Il sito è un cantiere aperto, in rapidissima evoluzione, messo online e realizzato a tempo record.

E allora viene spontaneo chiedersi: perchè tanto clamore e visibilità (persino in tv) per un progetto chiaramente incompleto?


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3 Comments on “Turismo in Toscana: lo spot voglio vivere così”

  1. #1 Firenze: il turismo è online (forse). | City Off - Firenze
    on apr 7th, 2009 at 13:03

    [...] Ieri si è tenuto un incontro all’università di Firenze sulle potenzialità del turismo on line: intercettare i possibili clienti su internet. Parola d’ordine: cambiare strategia (di vendita). Vedi la campagna pubblicitaria della Regione Toscana. [...]

  2. #2 giulia
    on mag 23rd, 2009 at 15:19

    Lo spot in se è bruttino… Più che altro non rappresenta Toscana,il suo spirito irriverente con i piedi nella gloria del passato e la testa nel futuro(siamo decisamente avanti!!!)
    sembra un video di gwen steffany( inoltre la tipa…inadatta),
    e allora potevano mettere un colona sonora a tema .
    Parte della campagna prevere dei ragazzi che …come predicatori vadano agiro per il web a parlar bene della toscana e a dare info……….sono stranieri…daranno delle info imbeccate,da frontoffice dell’ufficio informazioni.Magari possono prenotare gli aerei e
    Ma lo spirito che ti entra vivendo la toscana da dove lo prenderanno?

    Il passaparola..anima delle nostre attività.
    Cambia il mezzo informativo…semplice evoluzione della tecnologia.
    Te hai commentato le risposte del Lalli, ma come fai a criticare qualcosa a chi…viene insignito di ,assurge al ruolo di genio e cammina tirandosela???
    Il turismo funziona così: chi dall’alto ne tira fuori una…spesso discutibile e slegata dal mondo reale, se ne frega dell’opinione degli interessati ,e poi….va dal popolo a elogiarsi di aver realizzato quel qualcosa.
    L’altr’anno un emerito deficente ha proposto ..per aumentare la dei servizi il lavaggio quotidiano della biancheria in tutti gli hotel..senza pensare all’AMBIENTE e al fatto che a nessuno dei turisti gli frega nulla di questo.
    Però…gliel’han lasciata diventare una norma.
    O quell’altro ignorante di Bocca che per aiutare gli hotel in crisi ha chiesto al governo di dare più possibilità di chiuderli.
    E’ gente che andrebbe lapidata con i tic tac.

    L’idea del …riposizionamento e cercare nuovi turisti..
    La ricerca di una nicchia, di viaggiatori…..ma in toscana i viaggiatori alla ricerca dello spirito toscano ci son sempre stati dalla notte dei tempi!
    MA tutti a riempirsi la bocca di termini recuperati dall’americano…anche la mia bisnonna prezzava le camere levando le spese e mettendo quello che voleva guadagnare..ora sichiama markup….
    si vendono le camere..ai miei tempi le affittavamo ( anche perchè mica se le portavano via alla partenza) Insomma siamo in un mondo dove c’è da raccontarsela grossa sennò non si fa chic…
    Pazienza .
    Al solito da non fare un tubo si passa a voler strafare.
    Basta che con quei soldi che arrivano dalal regione………poi si faccia anche pubblicità per quel 90% di albergatori che vogliono lavorare e non hanno più i loro clienti NORMALI emigrati all’estero…dopo anni di NON PROMOZIONE decente

  3. #3 admin
    on mag 23rd, 2009 at 16:52

    Premetto che l’espressione andrebbero lapidati con i tic tac la rivendo subito. Grazie per aver commentato in maniera così appassionata.

    Per lavoro curo la visibilità di agriturismi, ville, ecc in rete. Il web è un sistema pubblicitario come altri, con i suoi punti forza e le sue debolezze, anche se alla fine lo ritengo tendenzialmente più efficace di altre soluzioni. Ma non è questo l’importante.

    Per quanto fruttuosi possano essere i miei sforzi di pubblicitario, il vero aspetto determinante è il servizio che fa (o non fa) l’albergatore: perchè poi è quello che genera il passaparola, è quello che può creare un cliente soddisfatto e fidelizzarlo. Non un sito carino o uno slogan seducente. E anche su questo siamo d’accordo, mi sembra.

    Anche la capacità di un albergatore a captare nuove esigenze, e quindi offrire servizi sempre più completi della semplice camera più colazione fa la differenza. Per similitudine, non è tanto importante la promozione pubblicitaria di una regione, se i servizi (treni, collegamenti urbani, punti informazione ecc) necessari al turista non sono adeguati o migliorati nel tempo.

    La bellezza della Toscana è indiscutibile. La cura dei turisti da parte della regione, dei comuni e degli albergatori non sempre è all’altezza. E la capacità di creare circuiti virtuosi tra queste tre entità spesso lascia a desiderare.

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