Posts under ‘web surfing’

La scuola, Facebook e Laura

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Laura Montanari (Repubblica) dopo le traversie con il proprio pc (tremo all’idea di poterci passare anche io: massima solidarietà) ha letteralmente scovato una perla su facebook: un racconto di fine anno di un ragazzo del Michelangelo di Firenze, a scuola finita, con l’estate che si apre di fronte. Sul tempo che passa e sulla consapevolezza di esistere che ogni tanto va in apnea. Vi consiglio di leggerlo: merita.

Pitti uomo estate 2009

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Lo stavo aspettando a gloria. Non Pitti Uomo (negli anni passati ho fatto indigestione), ma il post di Nelli sulla manifestazione, corredato di foto e commenti. Una prospettiva schietta sulla manifestazione. 

Vi aspetta quindi una Martina Stella incomprensibilmente affiancata da un mega pupazzo,  le scene di ordinaria follia nei confronti dei modaioli plastichic, e una bella ragazza vestita da tennista che scatta foto per Bjorn Borg.

Se non sei ancora stato, o  pensi di non andare a Pitti Uomo estate 2009, leggi il post e i commenti.  Leggilo anche se non te frega nulla della moda: potrai sempre consolidare le tue aspre convinzioni.

Giornata tipo del portiere delle Libertà

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Lo stadio a Boboli, la torre di Giotto pendente, problema sicurezza risolto con due extracomunitari…per squadra. Una fissazione maniacale per le faccende pisane, ivi compreso un inno improbabile. La verità sul comizio di Berlusconi a Firenze. Benedetto Ferrara colpisce ancora. Stavolta il portiere delle libertà. Lettura altamente consigliata.

La giornata tipo del giovane candidato

Ferrara (quello de’ La Repubblica, non facciamo confusione, eh) ha scritto un post sulla giornata tipo di un giovane candidato decisamente confuso anche se prontamente determinato: Piermatteo (o Don Matteo). Un brano di fantasia (certo, come no). Ho appena finito di ridere (ma l’ho letto sabato). Ah, il post è questo: Dem Boy

Scontri tra studenti e polizia

attualità

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Aprire il giornale, leggere che ci sono stati scontri tra studenti e polizia, apprendere che un ragazzo di 15 anni è finito in ospedale e un agente è contuso (nulla di eccessivamente grave in entrambi i casi, per fortuna, ma piacere non fa di certo), richiudere il giornale  e domandarsi: e ora cosa devo pensare?

I fatti (almeno quelli che si possono ricavare dai media): “Tutto è nato da una manifestazio­ne non autorizzata: un presidio di studenti, tra i 15 e i 18 anni, si è rac­colto davanti al liceo classico Miche­langiolo. Il motivo: il preside della scuola ha revocato il permesso alla Rete dei collettivi di riunirsi ogni lu­nedì nell’aula autogestita.” Il motivo della revoca: “È per la storia del gazebo di Galli — spiega Giacomo — è stato attaccato il 25 aprile mentre sfilava un corteo” [Corriere Fiorentino]. Fin qui i motivi del corteo non autorizzato.

Poi gli scontri: “Secondo la ricostruzione della questura, le cariche sarebbero scattate perché alcuni ragazzi avrebbero aggredito un poliziotto in borghese. L’agente riprendeva con una telecamera la manifestazione indetta dalla Rete dei collettivi anche per protestare contro la mancata concessione di un’aula del liceo Michelangiolo per una loro iniziativa.” [La Repubblica] Gli studenti negano, i testimoni parlano di 5/6 cariche della polizia.

Il 16 maggio viene fatta un’altra manifestazione. Partecipano studenti, genitori, centri sociali. Non mancano slogan e spray. Tutto finisce bene (nel senso: nessuno scontro). C’erano anche i bastoni. Ma sono rimasti a cuccia, come doveva essere. Seguono commenti a pioggia sull’accaduto.

(continua…)

Il confronto dei candidati: tra demagogia e urla

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Qualche giorno  fa c’è stato un appuntamento importante per chi voleva capire meglio le intenzioni dei candidati a sindaco di Firenze.  Nella parrocchia dell’Ascensione erano presenti Giovanni Galli, Marco Carraresi, Valdo Spini, Mario Razzanelli, Ornella De Zordo e Matteo Renzi. Tutti insieme. Una fortuna che chissà quando ricapita.

Purtroppo non ero presente. Tra le tante fonti in rete, la più genuina è secondo me quella di Tommaso Baldovino, web designer che ho avuto il piacere di conoscere per ragioni lavorative. Una delle preoccupazioni di Tommaso, come di tanti altri, è rappresentata dai cantieri di Firenze: lui ne ha fatto persino una mappa, e viene da rabbrividire. Per questo è interessante sentire le proposte dei vari candidati. La problematica è urgente.

Dopo un inizio soft il dibattito degera a causa di urla e strepitii vari.  Dal post di Tommaso: “insomma una situazione tesa, che dal mio punto di vista non ha chiarito i dubbi sui progetti futuri della città. Tutti i candidati a parte Renzi hanno promesso di fermare la costruzione dell’alta velocità e delle linee 2 e 3 della tramvia, ma credo sia fin troppo facile infiammare le platee facendo proposte del genere.”  Già, sono d’accordo.

Caro candidato non avrai la mia mail

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Sono in molti a dire che internet potrebbe rivoluzionare i rapporti tra istituzioni e cittadini. E non solo perchè mandare una mail costa meno che fare un volantino. Obama docet. 

Nicola Briani è un esperto di web marketing, è stimato nel suo ambiente, e qualche giorno fa ha scritto sul suo blog una lettera aperta ai candidati della sua città. Ma vale per qualsiasi città. Argomento: e-government 2.0.

Riassunto brutale per i pigroni che non vogliono seguire il link.  I candidati sindaco di Firenze si sono muniti di blog, siti, scorrazzano su facebook, mandano mail, mettono video su youtube. Cercano il dialogo e il consenso tramite la rete e i blogger.

Ma qui casca l’asino (e il candidato): una volta ottenuto il consenso, non è che si dimenticheranno il dialogo costruito sul web? No, perchè poi l’elettore ci rimane male. Ma non solo: smettere di utilizzare al meglio internet non è buona cosa. Si può migliorare la gestione della cosa pubblica, migliorare la comunicazione non solo tra cittadini e istituzioni, ma anche tra diversi settore delle amministrazioni comunali. Eccetera. Il post di Nicola prosegue con precisi suggerimenti su come utilizzare al meglio internet per comunicare. I curiosi, proseguano la lettura.

Ovviamente sottoscrivo quello che dice Briani. E non solo perchè anche io lavoro nel web marketing. Però ho paura che la realtà sia ben lontana dal nostro ottimismo foderato di tecnologia; basta vedere questa notizia su un altro blog (del corriere fiorentino) per intuire che siamo in alto mare, da questo punto vista.

Una giornalista come semplice cittadina ”ha inviato una lettera via mail ai sindaci di 10 fra le principali città italiane (c’era anche Firenze). Nessuna risposta da Torino, Roma, Salerno, Firenze, Reggio Calabria, Messina; a Napoli, Milano e Bari hanno girato la mail agli uffici competenti, che hanno inviato comunicazioni burocratiche”. Mala tempora currunt, sul web.

“Insetti clandestini? Ferma l’invasione!”

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Passano pochi giorni dalle notizie sull’idiozia a Firenze che su CampiBisenzioBlog (sì, sono diventato un fedele lettore) ho letto questa atrocità: su un manifesto pubblicitario a Campi fa sfoggio di sè lo slogan “Insetti clandestini? Ferma l’invasione”.

Nel post, dopo la dura condanna alla quale mi associo,  è riportata anche una lettera dell’Assessore Nadia Conti alla direzione dell’azienda che produce gli insetticidi: questi slogan “non aiutano la convivenza” e chiede il ripensamento della comunicazione commerciale del prodotto. Per me dovrebbero supplicare anche un po’.

Le buche ricordano che il Re è nudo

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Ho letto con mucho gusto questo post della Montanari (Repubblica) intitolato Lusso e democrazia delle buche. Le buche di via Tornabuoni  ”hanno quasi un certo charme, uno spiffero di vero in mezzo ai sogni dei ricchi, la democrazia dell’imperfetto.”

Il rapporto complicato tra i fiorentini e le buche è noto.  Solo una visione lucida poteva reinterpretarle come se fossero il bambino de’  “Il re è nudo“.

“Il Sorpasso” sulla fi pi li: questo sconosciuto

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Chi, almeno una volta nella vita, non ha provato la frustrazione rassegnata  di chi rimane imbottigliato nella Fi Pi Li, magari nell’appropinquarsi verso la meta delle ferie? Chi, in simili circostanze,  non ha scomodato divinità varie recitando litanie irripetibili? Chi, infine, non ha pronunciato sentenze di morte a seguito di torture accanite nei confronti dei responsabili?

Il giornalista della Repubblica Bologni non arriva a tanto (non nel post in questione- ma nel silenzio protetto della sua automobile chissà), però mette i puntini sulle i. E chiama in causa (o in soccorso) Renzi.