Renzi e Galli al ballottaggio. Purtroppo era prevedibile (lo stesso Renzi dichiarava di voler ottenere come minimo il 48%). Per sapere chi sarà il sindaco di Firenze dovremo aspettare altre due settimane. Nel frattempo, dalle urne non è uscito solo il ballottaggio, ma anche altre cose. Prima di immergervi in questo divertissiment, potete guardare qui per vedere i risultati delle elezioni comunali di Firenze. Random, giocando in maniera seria con i numeri, viene fuori infatti che:
- Le liste civiche a Firenze, singolarmente, non attirano abbastanza consensi (nessuna percentuale a due cifre).
- Le liste civiche a Firenze, complessivamente, hanno un enorme potenziale ( 26,6%)
- La De Zordo, senza Rifondazione, non regge. E’ passata dal 12,3% del 2004 al 4,1% del 2009
- Rifondazione, nel suo burrascoso percorso non solo fiorentino, passa dal 7% al 2,5%
Gli effetti del voto disgiunto per le elezioni comunali di Firenze (ovvero la possibilità di votare un partito o una lista civica ma non il candidato sindaco ad esso collegato) sono abbastanza evidenti.
- Spini (8,4%) vale più della coalizione che lo sostiene (6,9%)
- Anche Ornella De Zordo (4,1%) vale più della lista civica che la sostiene (3,8%)
- Marco Carraresi (2,2%) vale meno della colazione che lo sostiene (2,3%)
- Anche Matteo Renzi (47,6) vale meno della sua coalizione (48,6%)
- Pure Alfonso Bonafede (1,8%), dei grillini, vale meno della sua lista (2,0%)
- Così pure Paolo Poggi (0,4%) della Destra Fiamma Tricolore-Forza Nuova (0,6%)
- Giovanni Galli (32%) vale esattamente la sua coalizione (appunto, 32%)
- Mario Razzanelli (3,3%) vale esattamente lista civica che lo sostiene (idem: 3,3%)
Dal confronto con la politica nazionale emerge anche:
- I partiti politici che hanno rappresentanti al parlamento rimangono i maggiori poli d’attrazione (62,1%)
- La Lega Nord a Firenze aumenta molto in termini relativi (dallo 0,4% del 2004 al 1,4% del 2009) anche se rimane trascurabile in termini assoluti (ha preso meno voti della neonata lista civica di BeppeGrillo, ad esempio: 1,4% Lega Nord, 2,0% i grillini)
- Anche l’Italia dei Valori (dal 1,5% del 2004 al 2,8% nel 2009), ma all’interno della coalizione che sostiene Matteo Renzi pesa meno (praticamente la metà) della neonata lista civica Lista Renzi (5,4%)
Commenti. Qualcuno dice che fondamentalmente Firenze non ha voglia di cambiare. Lo dimostrerebbe anche la quantità enorme di voti che hanno ricevuto i membri della giunta uscente (Giani, ad esempio). Secondo me, invece, l’enorme peso che hanno le liste civiche nel complesso (26,6%) dimostrano proprio il contrario. L’equazione: più voti a liste civiche (anche se neonate) più voglia di cambiare è talmente evidente che non c’è bisogno di dimostrarla. Ricordo anche che nelle precedenti elezioni comunali pesavano solo pochissimi punti percentuali.
Domanda aperta ai candidati delle liste civiche: le liste civiche continueranno il loro percorso politico anche dopo l’elezione del sindaco? Oppure finisce tutto qua? Questa è forse la domanda più importante. Ho visto persone in gamba gettarsi in politica poche settimane fa. E ora? Fatto il favore ai candidati sindaco che farete? Proseguirete nelle azione politica (anche senza seggiola) o tornerete mesti alle vostre attività quotidiane? Nella seconda ipotesi avreste preso per il culo i vostri elettori, coloro che hanno messo il vostro nome sulla scheda, anche se poche centinaia.
Forse in queste elezioni cambia tutto per non cambiare nulla. Peggio del Gattopardo. Ma il segnale del diffuso consenso delle liste civiche implica un maggiore impegno per le prossime elezioni. Si parla di anni, lo so. Ma avete ottenuto un successone. Il 26 % è tantissimo. La vita politica è passione, e non si esaurisce con pochi mesi di propaganda, drink e strette di mano.
Cari candidati, ormai siete dentro. Se abbandonate ora significa che vi sta bene. Che il Gattopardo vi piace, sotto sotto. E allora siete stati, per qualche mese, soltanto chiacchiere e distintivo. Che non era nemmeno il vostro, di distintivo. Per giunta. Pensateci bene. Non voglio guardarvi in cagnesco per fiducia tradita. Nè io, nè chi ha creduto in voi. Oppure togliete la parola politica dalle vostre bocche, dai vostri vocabolari, dalle vostre proteste, dalle vostre teste. Per sempre.
*Per confrontare i risultati, potete guardare qui.
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