Sandra Alvino, tanti anni fa, si chiamava Sandro. Un’identità fisica in cui non si riconosceva. Per anni ha combattuto per diventare donna, riuscendoci, tra le difficoltà e i pregiudizi. Negli anni settanta anche per l’anagrafe diventa Sandra e negli anni ‘80 si sposa in Comune con Fortunato. Cattolica praticante, è suo desiderio sposarsi in Chiesa, cosa che avviene pochi giorni fa alle Piagge. La vicenda vede volontariamente e consapevolmente coinvolto Don Santoro, che ha celebrato il matrimonio. Lieto fine? Neanche per idea.
Perchè questo è un matrimonio che non s’ ha da fare, come appare evidente da quello che succede subito dopo. Don Santoro viene quasi immediatamente sospeso dal Vescovo Betori dal suo incarico di parroco delle Piagge (la cui Comunità s’indigna per questo allontanamento). Servirebbero pagine e pagine per spiegare cosa è diventata, anche grazie a Don Santoro, la Comunità delle Piagge. Ma se capite cosa significa passare dall’emergenza alla speranza siete sulla buona strada.
Delle tante cose che ho letto su questa storia, non posso che segnalare le lucide e documentate (dal punto di vista del diritto canonico) parole di Enzo Mazzi: “L’amore di Sandra e Fortunato è sacro dall’intimo.” Ed è da questa prospettiva che secondo me l’intera storia dovrebbe essere riletta.






on ott 31st, 2009 at 19:11
Il io commento è sul mio sito. Don Santoro per me è diventato un simbolo, anzi, qualcosa di più… un moderno Lutero!!!