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In collina o nell’hinterland la fuga dei ricchi e poveri

Il voluminoso rapporto 2010 su territorio, urbanizzazioni e reti di città in Toscana analizza il fenomeno [Leggi tutto dalla fonte originale: In collina o nell´hinterland la fuga dei ricchi e poveri | Firenze la Repubblica.it]

Tutti in campagna (o quasi), dicono i dati Irpet. Ricchi e poveri che, per ragioni diverse e in luoghi differenti, abbandonano la città per cercare le amenità naturali. Dinamiche antiche, note e già analizzate. La buona notizia pare sia che però non c’è stata una cementificazione selvaggia del territorio grazie al buon grado culturale delle persone che si trasferiscono in campagna. Ma quanto siamo belli, qui in Toscana.

Circa la cementificazione avrei qualche dubbio. Forse non è recente, quindi ormai viene considerata parte integrante del territorio, come i pini e i cipressi,  forse è minore che altrove, ma c’è. Questione di standard- e forse il mio è errato, chissà. E probabilmente lo è anche quello del Professor Asor Rosa, che non molto tempo fa notava lo stravolgimento che l’edilizia stava effettuando in alcune zone.

Tralasciando queste futilità: ma se molti se ne vanno, chi rimane a Firenze? Immigrati italiani e stranieri, dice l’articolo. Sia ricchi che poveri, aggiungo io. Qualcuno griderà: Firenze ai fiorentini! Proponendo scenari millenaristici in cui di genuinamente fiorentino rimarrà solo la bistecca (anche se hanno già provato a togliercela: ma noi duri come macigni abbiamo resistito).

Non vedo quale sia il problema. Ho un messaggio di speranza per tutti coloro che temono che Firenze si svuoti (di fiorentini) e anche una soluzione molto semplice: dal momento che solo i ricchi e i poveri se ne vanno, è sufficiente non diventare nè ricchi, nè poveri. Semplicità m’è grata, in questo secolo buio.

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